DOCUMENTI E CRITICA - Storia locale - CHIESE TORINESI  - Erasmo Brio     

 PARROCCHIA DI S. TOMMASO APOSTOLO

All'incrocio di via P. Micca, via S. Tommaso e via Monte di Pieta', si erge la chiesa di S. Tommaso Apostolo, che l'autore conosce molto bene, essendo da sempre la sua parrocchia . Non vi sono cartelli o cartigli, ma sulla facciata, chiaramente di stile 'ottocentesco, si legge l'iscrizione di fig.03.

fig.03

Parrebbe quindi che la chiesa risalga al 1585, ed abbia subito modifiche nel 1703 e nel 1897. Caso volle che la famiglia dell'a. possedesse una pergamena medioevale datata 3 ottobre 1363, quindi di oltre due secoli anteriore alla piu' antica delle date lapidarie riportate sul marmo. Sempre il caso volle che in detto reperto Torino venga indicato come "libero comune", nel periodo storico del "Conte Verde". Per questo motivo la pergamena venne traslata in modo semidiplomatico, ed interpretata in italiano. Quindi il Conte Verde, i Savoia, non erano "signori" della citta' ma vassalli, contrariamente a quanto riportato dai piu' prestigiosi manuali e libri storici, che per altro lo stesso a. consulta (A. Cappelli, Cronologia Cronografia e Calendario Perpetuo).

Ma veniamo al caso in oggetto; in detta pergamena galeotta di fig.04 e' "chiaramente" (si fa per dire) riportata la seguente frase:

"Primo consegna una casa sita nella Citta' di Torino, nel quartiere della Porta Marmorea, nella parrocchia di San Tommaso". Precisa ed univoca.

La parrocchia di S. Tommaso, citata e segnata sulla mappa pingoniana con la lettera "N", si trova effettivamente vicino alla antica Porta Marmorea monumentale ed anticamente famosa, non piu' esistente. Oltre questa porta (al di fuori delle mura) si trovava il Circo Romano, ove avvenivano i combattimenti fra gladiatori. Il Teatro, piu' piccolo (spesso confuso con il Circo), di cui esistono ancora le rovine, accanto al Duomo, invece era per le recite, le poesie, la musica ecc. Questa bellissima porta in marmo, venne distrutta a bella posta dai francesi, assieme a tutte le vestigia romane loro evidenti, compresi sette intieri quartieri "marmorei", durante la loro breve ma "significativa" occupazione della citta' rinascimentale (Allegato presente, Storia locale).

 

 

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Pergamena di coll. privata del 1363 che cita la parrocchia di S. Tommaso come riferimento .

fig.04

In conclusione, la chiesa di S. Tommaso esisteva "da tempo" nel 1363, e veniva citata quale "punto di riferimento" assieme alla "Porta Marmorea" romana. Incredibile! Pare non ci si debba fidare neppure dei "sacri" marmi, delle lapidarie iscrizioni.

Ma non finisce qui. Il parroco dava come data di costruzione della chiesa quella del 1447, la piu' nota, ma venuto a conoscenza della pergamena, la include in una sua "Guida storico artistica" e compie alcune ricerche. Aggiunge quindi a detta guida una pagina con i seguenti dati: In una pergamena del 1115 viene gia' citata la chiesa di S. Tommaso. Nel 1222 e 1225 sacerdote di S. Tommaso e' un certo "Guillelmus". Nel 1351 il Rettore di S. Tommaso e' D. Pietro della Rovere. Nel 1445 un incendio fa rovinare il tetto (non quindi la fatiscenza) e parte delle mura, sia della chiesa che del campanile. Ecco spiegata la "ricostruzione" del 1447, gia' citata.

Considerato che i monumenti antichissimi si trovano alquanto sprofondati nel terreno, per trovare testimonianze antiche occorre andare nell'attuale sottosuolo, proprio come a Roma. Ma il permesso di visitare le "catacombe" di S. Tommaso, di fatto e' negato, con la scusa della pericolosita', della mancanza di aria, che "e' tutto murato", troppi resti umani e pericolo di infezioni ecc. ecc..

 Quindi l'a. non ha potuto verificare le "voci" che affermano, in linea con gli storici antichi, che la chiesa in origine era un tempio dedicato proprio ad Iside ed Osiride.

 

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 G. Baldesano (Historia Ecclesiastica ed Historia Tebea, Torino 1589) afferma che gli antichi torinesi adoravano Iside ed Osiride, e fu S. Massimo di Torino, vescovo di questa citta' nel quinto secolo, a "distruggere i riti dei gentili" definitivamente, ed edificare, o meglio trasformare i templi in chiese.

 Baldesano 1589, particolare 01

 Baldesano 1589, particolare 02

 Baldesano 1589, particolare 03

 Quindi il Baldesano fornisce ampia testimonianza sul fatto che a Torino vi fossero templi dedicati agli dei egizi, Iside, Osiride, Api e che i loro culti rimasero sino ed oltre i tempi di Costantino. L'interesse di Baldesano e' essenzialmente rivolto ai martiri della legione Tebea, che alcuni vogliono favolosa. Ma e' fuor di dubbio che proprio nei luoghi narrati dallo storico qualcosa di molto grave succese. Il generale romano Porcher (Porcio o simile) si converte al cristianesimo e diserta con tutte le sue truppe, rifugiandosi nella prima vallata dopo Ivrea, campo di Phorcher, ossia Champorcher. Ovviamente dopo una tale diserzione in massa, l'imperatore Massimiano non poteva certo rimanere indifferente ( quale stato moderno lo sarebbe?) ed invio' rappresaglie, tutte sostanzialmente infruttuose.

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 Paolo Brizio (Progressi della Chiesa Occidentale, Torino 1649), precisa che gia' gli antichi romani proibirono i riti "egizi" (eccessivamente licenziosi) in Roma e Provincia, ma che proprio nella provincia propriamente dette (Provenza) e sopratutto in Piemonte ed a Torino in particolare, erano tanto radicati, da tempo immemore, che l'ordine non venne mai di fatto osservato.

Riassumendo, la parrocchia di S. Tommaso passa subitaneamente da chiesa rinascimentale del 1585 come testimonia la lapide ottocentesca, ad una origine medioevale certamente antecedente il 1115, con tutta probabilita' addirittura di origine paleocristiana su probabile tempio pagano preesistente da tempo immemore. E pensare che S. Tommaso non e' certo fra i monumenti piu' noti della citta', anzi ha rischiato veramente di essere rasa al suolo, come accadde alla chiesa di S. Martiniano, durante la costruzione della "diagonale" via Pietro Micca nel 1885-87. Nulla rimane, almeno di visibile, del vetusto passato. Questo non e' l'unico caso in cui la foga di "rinascita" dal medioevo ha prodotto disastri. Se il rinascimento, malgrado i suoi meriti innegabili, ha spesso contribuito alla distruzione dello spazio e della memoria del tempo piu' antico, vera allergia per il medioevo e' stata quella illuminista, ma i danni maggiori, quelli "terminali", sono stati provocati proprio dai romantici, dai modernisti e da certi "restauratori".

Si dice che le cose siano cambiate, almeno in parte, almeno a parole: oggi si cercherebbe di "recuperare" evitando di ristrutturare, ovvero distruggere e riedificare secondo i gusti attuali. Nei fatti, osservando il risultato di certi sedicenti "restauri", vien da piangere. Speriamo in bene, spero in bene (non rammento bene la fine che fa chi muore sperando...).

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