DOCUMENTI E CRITICA - Storia locale - CHIESE TORINESI  - Erasmo Brio     

 IL SANTUARIO DELLA CONSOLATA

Nella mappa pingoniana e' segnata con la lettera "G" e nomata Nostra Donna, ex monastero e cappella di S. Andrea. La locazione e' sempre la stessa, all'angolo delle mura romane, oggi piazza omonima della Consolata. Su di un lato del Campanile possiamo osservare la lastra marmorea della sottostante fig.07

Benissimo, la torre della Basilica, e' riconosciuta millenaria. Buono a sapersi. Non viene detto il nome della basilica. Forse per il fatto che non era ancora detta "della Consolata"? A fianco della torre campanaria vi e' il cartello giallo del Lions Club di sottostante fig.08

 

Gia' il nome "taurasia" ovvero "terra dei taurini", che compare a firma, fa' ben sperare. Infatti qui si precisa che la torre risale addirittura ad un tempo anteriore il 924, quando Adalberto, detto "signore di Torino" la dona ai monaci della Novalesa (Susa). Il nome originario di S. Andrea? Nulla, silenzio totale.

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 Il Tesauro afferma che Adalberto (d'Ivrea) era Marchese d'Italia, ed eresse (nell'a.d. 924) sulla cappella pre-esistente (a fianco della torre) dedicata a S. Andrea, un Monastero, sempre detto di S. Andrea, che affido' ai Benedettini Neri. Dal momento pero' che la cappella era una dipendenza e membro della Badia della Novalesa, ecco che anche il convento si ritrovo' novalese.

La versione Lions Club, non e' quindi esatta, ma e' da leccarsi le dita, come vedremo, rispetto quella grottesca "Comunale".

A fianco della Basilica si osserva un secondo cartello giallo sotto riprodotto in fig.09

Si tende quindi a separare nettamente la "storia" della Basilica da quella della sua Torre, forse per non nominare sant'Andrea? Oppure l'innominata Nostra Donna? Qui si parla di "Cappella delle Grazie", ma il nome medioevale era chiesa di Nostra Donna, delle grazie, cone "Nostra Donna" di Parigi, e si lascia intendere una origine del 1015, ripeto da leccarsi le dita, ma non esatta, infatti a ben leggere si parla di "restauro" e non "fondazione".

Il Tesauro, come visto, parla di una storia comune di Torre e Basilica, almeno a partire dall'anno domini 924, poi afferma che Re Arduino, per volere della Madonna, che vide in sogno nel castello d'Ivrea, fece restaurare ed ampliare il Convento di S. Andrea, dedicandolo a Nostra Signora delle Grazie nel 1016.

Ma non vi e' concordia degli storici sulla morte di Arduino, non sul luogo, non sul tempo. Secondo gli Annali manoscritti della Real Casa, Arduino nel 1016 fa eseguire i lavori di Nostra Donna, quindi muore il 2 marzo 1018 in Valperga nelle braccia dell'abate Guglielmo, e sepolto nella Basilica di Fruttuaria. Identica cosa dicono il Pingone ed il Tesauro. Ma il Muratori (settecentesco) segue l'annalista Sassone, e anticipa la morte di Arduino alla data della sua malattia, il 30 ottobre 1015, in Vercelli.

Il Muratori cita pure il necrologio Dijon, che sposta la data al 14 dicembre. Mentre il moderno Cappelli accetta la data del 14 dicembre 1015, ma lo dice morto in Fruttuaria. Questi autori almeno concordano che Arduino non si sia ritirato in convento nel 1015, ma altri lo affermano. L'Enc. Tumminelli dice che A. si dimette nel 1014 ritirandosi in convento. Lo stesso Muratori non si spiega come alcuni coevi indiscutibili documenti non concordino con le illuministiche date che comunque accetta.

Idee chiarissime, quindi, specialmente le "illuminate" e le "moderne".

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Arduino d'Ivrea era piemontese, nato in Piemonte, morto in Piemonte, fonda e "restaura" varie chiese piemontesi. Per qual ragione i documenti locali, senza dubbio piu' informati e numerosi, debbono essere prevaricati da altri stranieri? Mistero "razionalista". Lo so, anno piu', anno meno, non e' la fine del mondo. Le vere puttan.... voglio dire cavolate le vedremo fra poco. Sia come sia, nel 1015 o 1016, viene ristrutturata S. Andrea e nasce la chiesa di Nostra Donna, sempre con accanto la sua bella Torre (campanaria). Nel 1104 la basilica viene nuovamente restaurata, a seguito di un miracolo.

fig.10 La Consolata vista dalla omonima piazza e sua Torre come si presentano oggi.

Circa tre metri sotto il suolo attuale, (ma guarda che combinazione) e' ancora visibile, sebbene "abbellita" (?) nel tempo, ed accessibile tramite due scale laterali, la cappella ultra millenaria di S. Andrea, dove e' collocato il quadro ritenuto antichissimo della Consolatrice.

Il Baricco vuole che quella sotterranea sia la "cappella delle Grazie" (Nostra Donna), la cupola ovale sottenda la chiesa di S. Andrea, e la cupola rotonda quella propria della Consolata.

Diciamo subito che non vi e' alcuna separazione fra le "tre chiese", piu' di quanto non vi sia fra le cappelle delle chiese "comuni". Comunque, sebbene di fatto palesemente inesatta, la teoria del Baricco e' suggestiva, e tenderebbe a spiegare le varie mutazioni nominali avvenute. Ma i fatti lo smentiscono. Anzitutto la chiesa piu' antica e' S. Andrea e non Nostra Donna, poi solo la prima era cappella, la seconda era monastero. Inoltre la "chiesa" sotto la cupola ovale non e' affatto "sprofondata", ed essendo pure essa millenaria, lo dovrebbe essere in modo palese. Infine le due "chiese" non sotterranee, appaiono con "ricopertura" barocca, e non vi e' quindi legame oggi evidente per suffragare architettonicamente le tesi romantico-moderne 'ottocentesche in contrasto con i documenti coevi o quasi. Senza dubbio pero', almeno la cappella, non venne distrutta o "ricoperta" dalle nuove costruzioni (come di solito), questo e' il vero miracolo. La piu' antica cappella, ora sotto il livello del suolo, e' ancora esistente e visitabile.

La basilica santuario della Consolata risale quindi ad origine antichissima, storicamente accertata anteriore l'anno d. 924, come la sua Torre campanaria.

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