DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 5 - Erasmo Brio     

MINIATURA 5

PASSIONE

Questo è un mirabile esempio di miniatura medievale torinese.

Si tratta di un reperto che assurge indiscutibilmente a opera d'arte, degna d'esser ammirata quanto i capolavori dipinti dai più prestigiosi maestri coevi.

Non si hanno purtroppo molte informazioni in merito. Gli elementi estremamente simbolici, che richiamano al cristianesimo mistico, mi suggeriscono sia databile intorno al 1000, comunque sia, certamente prima del 'duecento, epoca in cui la persecuzione nei confronti degli occelti, rei di pratiche cristiane in antitesi con il bigottismo emergente della chiesa romana (vedi cap. Trombadori, pag.154), non avrebbe permesso simbolismi quali l'albero della vita rappresentato da una vagina virginale (con imene) coronata per tutta la sua circonferenza dagli organi genitali maschili frutti dell'albero stesso.

All'interno della vagina, ove l'imene forma un nido, si può ammirare un volatile intento a squarciarsi il cuore per offrire il suo sangue che sgorga a fiotti come nutrimento ai suoi pulcini.

Tutto questo sulla testa del Cristo morto, al posto della classica scritta "Re degli Ebrei"

Pur essendo così antica, l'icona ci restituisce un medioevo locale ben diverso da quello fornitoci dai soloni della critica umanistico-storica e artistica.

La complessità scenografica, la vivacità dei colori, i dettagli più minuziosi, la potenza espressiva e intercomunicativa dei personaggi dipinti, non solo vanno oltre la rappresentazione bizantina "di moda in quei tempi" ma anticipano rivoluzioni stilistiche che si protrarranno per tutto il resto del medioevo e oltre fino al novecento.

Osservare l'estrema contemporaneità degli angeli eseguiti con lineamenti tanto geometrici quanto estremamente "sciolti" e dinamici grazie al geniale turbinio ben realizzato da cui emergono i busti degli angeli stessi.

Notare come alcune scelte iconografiche pur essendo stilisticamente ben distinte (ed a mio parere assai piu' espressive) rivelino similitudini con la ben nota crocifissione di Altichiero da Zevio, (affresco, Padova, Oratorio di San Giorgio , 1379-1384), di circa tre secoli meno antico (e si vede).

Su entrambi i lati sinistri delle due opere sono raffigurate delle donne che sostengono la maria vergine in atto di perdere i sensi. Inoltre, la presenza alla sinistra del Cristo di un cavaliere in procinto di pregare, è evidente in entrambi i lavori.

Nelle prossime pagine sono riprodotti alcuni particolari grafici dell'opera che ritengo degni di interesse.

 

RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA

La pagina seguente mostra la riproduzione fotografica della icona in oggetto

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