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- DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 10 - Erasmo Brio |
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MINIATURA 10 PEDAGGIO Questa pagina di Codice Miniato (particolare) si ricollega idealmente al primo Sermome "Delle decime e delle primizie" dove si spiegano i motivi per cui occorre pagare la tassa equivalente alla decima parte (oggi diciamo10%) del proprio guadagno o dei propri frutti della terra o lavoro. La differenza rispetto i Sermoni Subalpini consiste nel sistema di governo ipotizzato: Ambedue di tipo assai localizzato, dove il principe e' visto al servizio del territorio che "governa" come vassallo di Dio, delle Chiesa e del Popolo.
In entrambi i casi, la "tassa" sebbene dovuta ed istituzionalizzata, pare proprio a discrezione del singolo. Forse proprio da questa antichissima usanza deriva la moderna "mancia", in certi ambiti ancora dovuta per tradizione, ma in effetti volontaria. In certi Paesi, ancora oggi, non dare la mancia, magari per distrazione, puo' scatenare reazioni inconsulte. Nella prossima icona esamineremo il particolare della grande miniatura superiore, e rimando a quella occasione di descrizione anche il completamento della attuale. RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA La pagina seguente mostra la riproduzione fotografica della icona in oggetto
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- DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 10 - Erasmo Brio |
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- DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 11 - Erasmo Brio |
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PEDAGGIO particolare del CARRO L'icona ci presenta il particolare del carro elegante e coperto, trainato penso da un mulo, con ben quattro passeggeri a bordo, tutti elegantemente vestiti in foggia ancora classica. In piedi il conducente, che parla con un dignitario, penso il pubblico ufficiale addetto al pedaggio ed alla dogana. Notare come l'ufficiale non sia affatto armato, ma defilato alle sue spalle si scorge un milite, pronto ad ogni evenienza. Sullo sfondo si scorgono le mura di una citta', e la sua porta. Un pastore di pecore nere, osserva la scena da una vicina altura. Tutta la scena escrive il tipico "pedaggio" o tassa di ingresso che i non cittadini dovevano pagare per entrare in citta'. Ma non si vedono soldi, come nella icona precedentemente descritta. Probabilmente il conducente e' conosciuto, e gode di "credito", come fosse un moderno abbonamento con pagamento cumulativo. Quindi l'operazione si riduce alla conta dei passeggeri, ed al controllo doganale. Inoltre in citta' come Torino, non si poteva entrare armati. Dobbiamo immaginare la citta' come un piccolo stato di diritto, alquanto indipendente. La legge comune vigente in tutte le terre civili centro-sud europee (vedi Trombadori), era il Diritto delle Genti, che garantiva, fra l'altro, alla popolazione tutta il pane ed il vino gratuito (l'acqua era per i prigionieri), stesso trattamento piu' l'ospitalita' ai viaggiatori e pellegrini, ecc. ecc. Un diritto poi era quello di essere giudicati dalla propria gente, per un qualsiasi reato commesso. Questo diritto e' stato violato ufficialmente per la prima volta nei riguardi di Giovanna d'Arco. A mio avviso proprio con la Pulzella termina definitivamente la civilta' medioevale. La Scena e' di una modernita' sconcertante: analoga ad un normale controllo di frontiera, con la differenza che non e' un uomo armato ad effettuare i discreti controlli.Ricorda pure il moderno pagamento di un pedaggio autostradale. Ma tutto, a mio avviso, in modo assai piu' civile. Notare il legame ancora evidente con la civilta' Greco-Romana, nei particolari, negli abiti dei passeggeri, nella classica e rilassante atmosfera, dove il milite non incute timore, ma senso di sicurezza. Per gli Approfondimenti, da pag. 154, Trombadori, terra occeltica, quindi il primo Sermone da pag. 104, e Storia Locale, da pag. 168. RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA La pagina seguente mostra la riproduzione fotografica della icona in oggetto . |
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