DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 10 - Erasmo Brio     

MINIATURA 10

PEDAGGIO

Questa pagina di Codice Miniato (particolare) si ricollega idealmente al primo Sermome "Delle decime e delle primizie" dove si spiegano i motivi per cui occorre pagare la tassa equivalente alla decima parte (oggi diciamo10%) del proprio guadagno o dei propri frutti della terra o lavoro.

La differenza rispetto i Sermoni Subalpini consiste nel sistema di governo ipotizzato:

Ambedue di tipo assai localizzato, dove il principe e' visto al servizio del territorio che "governa" come vassallo di Dio, delle Chiesa e del Popolo.

  • I Sermoni "vedono" un governo mistico
  • , clericale, tipo un grande convento, dove ognuno lavora anche per tutti gli altri in funzione delle sue capacita', e volontariamente paga la decima, che e' dovuta, pena la salvezza dell'anima, direttamente alla Chiesa. L'autorita' ecclesiastica la dividera' in tre parti, una per i principi (Vescovi), l'altra per i sacerdoti, l'altra per i poveri. Per questo motivo e' stato ipotizzato che i Sermoni siano originari dell'antico territorio piemontese a sud di Torino, direttamente "gestito" dalla Chiesa, come l'Astigiano ed il Cuneese. Cosa non vera, dal momento che anche Torino era gestito da una "intelligenza" laica ma di provata fede e rettitudine. Il Cibrario nella sua "Economia politica del medioevo" impressa in Torino nel 1861, testimonia che il principe non poteva entrare armato in Torino.
  • Questo codice legale ci restituisce
  • con grande freschezza dalle profondita' del tempo, l'immagine descrittiva di uno stato essenzialmente laico. Non vedo il tanto decantato e strombazzato buio medioevale. Vedo una gestione estremamente frammentata, ma libera. In basso e' visibile una esplicita scenetta che conferma l'asserto: il viandante con il classico bastone e sporta sulla spalla, si china e versa alcune monete nella ciotola di un personaggio in piedi. Non mi pare che detto personaggio sia povero, e' ben vestito, ben calzato, barba curata, inoltre poggia i piedi su di un oggetto ovale, forse un simbolo, forse un semplice cuscino. Non mi pare nemmeno stia contando le monete che riceve.

In entrambi i casi, la "tassa" sebbene dovuta ed istituzionalizzata, pare proprio a discrezione del singolo. Forse proprio da questa antichissima usanza deriva la moderna "mancia", in certi ambiti ancora dovuta per tradizione, ma in effetti volontaria. In certi Paesi, ancora oggi, non dare la mancia, magari per distrazione, puo' scatenare reazioni inconsulte.

Nella prossima icona esamineremo il particolare della grande miniatura superiore, e rimando a quella occasione di descrizione anche il completamento della attuale.

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pedaggio

DOCUMENTI E CRITICA - ICONOGRAFIA - Miniatura 11 - Erasmo Brio     

MINIATURA 11

PEDAGGIO particolare del CARRO

L'icona ci presenta il particolare del carro elegante e coperto, trainato penso da un mulo, con ben quattro passeggeri a bordo, tutti elegantemente vestiti in foggia ancora classica.

In piedi il conducente, che parla con un dignitario, penso il pubblico ufficiale addetto al pedaggio ed alla dogana. Notare come l'ufficiale non sia affatto armato, ma defilato alle sue spalle si scorge un milite, pronto ad ogni evenienza.

Sullo sfondo si scorgono le mura di una citta', e la sua porta. Un pastore di pecore nere, osserva la scena da una vicina altura.

Tutta la scena escrive il tipico "pedaggio" o tassa di ingresso che i non cittadini dovevano pagare per entrare in citta'. Ma non si vedono soldi, come nella icona precedentemente descritta.

Probabilmente il conducente e' conosciuto, e gode di "credito", come fosse un moderno abbonamento con pagamento cumulativo. Quindi l'operazione si riduce alla conta dei passeggeri, ed al controllo doganale. Inoltre in citta' come Torino, non si poteva entrare armati.

Dobbiamo immaginare la citta' come un piccolo stato di diritto, alquanto indipendente. La legge comune vigente in tutte le terre civili centro-sud europee (vedi Trombadori), era il Diritto delle Genti, che garantiva, fra l'altro, alla popolazione tutta il pane ed il vino gratuito (l'acqua era per i prigionieri), stesso trattamento piu' l'ospitalita' ai viaggiatori e pellegrini, ecc. ecc.

Un diritto poi era quello di essere giudicati dalla propria gente, per un qualsiasi reato commesso. Questo diritto e' stato violato ufficialmente per la prima volta nei riguardi di Giovanna d'Arco. A mio avviso proprio con la Pulzella termina definitivamente la civilta' medioevale.

La Scena e' di una modernita' sconcertante: analoga ad un normale controllo di frontiera, con la differenza che non e' un uomo armato ad effettuare i discreti controlli.Ricorda pure il moderno pagamento di un pedaggio autostradale. Ma tutto, a mio avviso, in modo assai piu' civile.

Notare il legame ancora evidente con la civilta' Greco-Romana, nei particolari, negli abiti dei passeggeri, nella classica e rilassante atmosfera, dove il milite non incute timore, ma senso di sicurezza.

Per gli Approfondimenti, da pag. 154, Trombadori, terra occeltica, quindi il primo Sermone da pag. 104, e Storia Locale, da pag. 168.

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carro

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