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- DOCUMENTI E CRITICA - MOTIVAZIONI - DESIDERATA - Erasmo Brio |
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DESIDERATA Come un novello don Chisciotte, vorrei combattere i mulini a vento. Vorrei riesumare i nobili valori, gli ideali antichi di spirito e di vita, oramai desueti ed irrisi. Viviamo in un mondo di certezze, tutti sanno, tutti hanno mille risposte, mille consigli. Nessun ideale, nessuna nobilta' d'animo, tanto meno signorilita' di comportamento. Certo! Oggi esiste l'amore per il denaro, il potere, droga e vizi. Sempre esistiti, mi si dice. Certamente, ma oggi non vi e' piu' il contraltare, non vi sono valori superiori, quindi l'esperienza e' univoca, e squallida. Vorrei svelare le false certezze: I dogmi basati sul sentito dire "lo ha detto Tizio, che lo ha sentito da Caio, che forse riporta un ignoto, che magari si e' inventato tutto". Vorrei che assieme alle nozioni, venissero indicate le fonti coeve reperibili, o meglio venissero allegate dette fonti. Usanza antica, obsoleta. Vorrei avere la possibilita' di revisione, culturale, mistica, storica, fisica. Vorrei fosse sempre chiara la relativita', avere il contraltare, l'opposto. Attenzione, non il giusto e l'ingiusto, sempre soggettivi, non parlo di questo, parlo dell'equilibrio naturale. Pare semplice, in realta' se così fosse, quasi tutto il risaputo comune dovrebbe essere rivisto e corretto, per non dire reiettato. Quindi viviamo in un mondo di false certezze, che si smentiscono da sole, appunto per la mancanza di ideali. Ecco il mio "desiderata" che riassume i miei "vorrei" suesposti: Con le mie forze e le mie capacita', ovvero tramite un racconto pittorico polittico, tentare una sorte di comunicazione sintonica, con l'osservatore, ed indurlo in tentazione revisionistica ed idealistica. Il cavaliere della Mancia, che in pieno rinascimento voleva riesumare gli antichi valori dell'oramai deriso e vilipeso medioevo, veniva etichettato come pazzo e regolarmente bastonato. Ma lui era felice, perche' suo tramite il mondo degli ideali esisteva ancora e lui ne faceva parte.
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- DOCUMENTI E CRITICA - MOTIVAZIONI e FINALITA' dell'OPERA - Erasmo Brio |
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Premesso il mio visto "desiderata", che rimane come molla iniziale, molte erano le strade percorribili. Ma come sempre, l'uomo propone ed il Padreterno dispone. La casuale comparazione fra un testo moderno ed un reperto coevo ai fatti mi ha spronato alla ricerca revisionistica di verita' nuove ed antiche nel contempo, maggiormente aderenti alla primiera realta'. Ecco, sino alla prima meta' del '500 come appare la storia del Platina, defunto da un secolo:
Quindi nessuna Papessa Giovanna, ma il Papa n.105, Giovanni VIII, che era femmina. Poi verranno sostituiti numerazione e nomi, quindi in una storia dei Papi moderna, Papa Giovanni Ottavo non e' questo, che e' sparito. Gran lavoro durato secoli. Mi sono imbattuto in realta' che ritenevo impossibili, e ne ho tratto insegnamento, ispirazione ed ulteriore motivo di realizzazione. Tutti gli approfondimenti sono strettamente legati alla narrazione a me piu' congeniale, quella grafico-pittorica, non a caso realizzata su tavole polittiche. Grande impulso ho ricevuto dalle ricerche "sul campo" della storia locale, e dei trombadori, di cui sono divenuto musicofilo. Ma lo sprone finale e' stata la scoperta, da parte mia, delle incredibili affinita' fra letture medioevali, come i Sermoni Subalpini, e la Fisica relativistica. Identico discorso relativistico per le letture mistiche e teologiche. . |
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- DOCUMENTI E CRITICA - MOTIVAZIONI e FINALITA' dell'OPERA - Erasmo Brio |
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FINALITA' Oltre la finalita' iniziale espressa nel "desiderata", ho maturato nella ricerca e nella esecuzione del presente lavoro, un desiderio di contagio culturale. Sarei lieto se, la visione delle tavole e la lettura degli approfondimenti, invogliasse altri ad una propria ricerca revisionista, partendo da reperti coevi agli argomenti trattati. Sarei felice se la visione della iconografia e dei documenti uniti provocasse un diverso approccio con la cultura medioevale, ed antica in generale. Ma sopratutto desidero infettare l'imperante pragmatismo: non bianco e nero, e neppure tante tonalita' di grigio, ma infiniti colori e tonalita', tutti validi, tutti relativi, sempre nel rispetto civile della natura. Non anarchia, ma neppure pensiero unico. Per questo motivo le tavole del racconto polittico sono volutamente realizzate, con stili apparentemente contrastanti, in modo da evitarne, per quanto in mio potere, una pragmatica classificazione. Altre pagine della Gita,vecchia edizione. L'Io reale
Quindi, desiderata, motivazione e finalita' della presente opera sono espresse nella sua stessa sintesi, ove opera pittorica e ricerca revisionistica si compendiano e completano a vicenda, l'una ispirazione dell'altra e viceversa. Così anche discipline apparentemente aliene all'artista, quali la fisica, la storia, la mistica teologica ed elementi filologici, concorrono alla formazione complessiva della presente opera ed allo sperato raggiungimento del suo fine ultimo: l'amore per la ricerca pittorica multiculturale. |
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- DOCUMENTI E CRITICA - MOTIVAZIONI - COMPLEMENTI E NOTE - Erasmo Brio |
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Vulgata del Malerbi, Ecclesiaste: vanita' delle cose umane. L'uomo come gli animali |
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- DOCUMENTI E CRITICA - MOTIVAZIONI - COMPLEMENTI E NOTE - Erasmo Brio |
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Circa la prima traduzione italiana della Vulgata, fatta dal Malerbi (o Malermi che dir si voglia), si parla a pagina 197. Ecco la traslazione della pagina precedente, a partire dalla seconda colonna, riga 12: .. e nel mio cuor dissi dei figlioli degli uomini, perche Dio li provasse ed a loro mostrare di essere simili alle bestie, agli uomini ed alle bestie un solo pericolo e simile composizione, e cone dell'uno l'altro, come muore l'uomo, così ezian quelle muoiono, e tutte le cose spirano, e l'uomo non ha niente piu' dell'animale, tutte le cose sono sottoposte alla vanita' e tutte vanno ad un luogo, sono fatte di terra ed egualmente torneranno in terra. Qual e' colui che sà se lo spirito dei figli di Adamo ascenda alla parte di sopra, e se lo spirito delle bestie discenda alla parte di sotto?.... Bellissimo, ma non mi pare rispondente a certi insegnamenti cattolici. Non penso proprio venga spesso letto in chiesa questo versetto biblico. Anzi insegnamento, ecclesiaste significa proprio insegnante. NOTA sulla LUCE = Oscillazione del nulla Nel secolo scorso, scoperta la natura oscillatoria della luce, si pensava che ad oscillare, ovvero vibrare, fosse una entità permeante tutto l'universo, detta etere. Tutti gli esperimenti, che poi hanno portato a misurare la velocita' della luce, hanno pure dimostrato che questa era perfettamente identica in tutte le direzioni. Cosa assurda ed apparentemente impossibile, infatti, dal momento che la terra gira su se stessa, le due misure verso oriente ed occidente doveveno essere diverse, appunto della velocita' di rotazione. Considerato poi che la terra gira attorno al Sole, e che questi a sua volta si muove nella galassia, il fatto che la velocita' della luce sia una costante, non era spiegabile, se non con l'inesistenza dell'etere. Ma allora che cosa vibra? Le equazioni generali dell'elettromagnetismo ci assicurano matematicamente che non interviene proprio nulla, oltre il concetto di campo nel vuoto (assoluto) per spiegare la luce. La luce quindi e' l'oscillazione del nulla, un non senso spiegabile misticamente. I fisici ovviamente non parlano di nulla, ma di vuoto, riuscendo così a tacitare le loro coscenze sul fatto, parimente assurdo, che il vuoto (nulla) abbia delle costanti elettriche e magnetiche. Un mistico direbbe che e' la "mano di Dio" che sorregge il creato. NOTA sulla LUCIFERO = LUCE = MATERIA Rimando a pag. 15, ove l'argomento e' stato succintamente trattato NOTA sui FRATTALI I frattali non sono altro che trasposizioni grafiche di equazioni matematiche complesse. Dal momento che la natura si esprime per mezzo di equazioni (assai) complesse, la teoria dei frattali ci dice che le manifestazioni naturali di "confine", tipo i contorni di una foglia, il bagna-asciuga marino ecc. sono frattali. Una caratteristica dei frattali e' quella che si ripetono all'infinito, ovvero ingrandendone un particolare anche piccolissimo, ritroviamo sempre il contorno di base. |
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