DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Premessa - Erasmo Brio    

PREMESSA

I SERMONI SUBALPINI sono materializzati in un codice torinese (BN. D. VI. 10. 128r-188v) e rappresentano il piu' antico reperto in lingua volgare post-latina e pre-italiana. Alcuni vorrebbero che la lingua dei Sermoni sia un piemontese arcaico. Altri lo vogliono occitano, altri provenzale, linguadoca ecc. Per palesare la realta', e troncare le teorie partigiane, ed i fraintendimenti, allego riproduzione del testo originale, facsimile, quindi traslazione semidiplomatica del testo stesso, ed infine traduzione, o meglio interpretazione italiana , la piu' aderente possibile al testo originale, a costo di usare termini ora desueti ma italianissimi.

I Sermoni Subalpini sono redatti su pelle pergamena, come codice, ossia entrambe le facce scritte, in carattere gotico, 20 righe di testo per pagina. La numerazione (posteriore) e’ per fogli, dove 1 foglio equivale a due pagine. Il codice dei Sermoni non e’ indipendente, ma e’ rilegato con altro latino a carattere religioso ed inizia al foglio 128 recto e termina al verso del foglio 188, per un totale di 60 fogli, ovvero 120 pagine. I Sermoni sono in numero di 22, di cui due sono "Esempi". Considerata la censura, cui furono sottoposti, sin dal secolo XIII, gli scritti occeltici, proprio il fatto di essere "inglobati" in un testo latino, con tutta probabilita’ salvo' i Sermoni dall’essere distrutti.

DATAZIONE: Il testo latino "contenitore" e’ databile dalla seconda meta’ del 1100 alla prima meta’ del 1200. I Sermoni pero' appaiono alquanto piu’ antichi del "contenitore", e con tutta probabilita’ sono una "stampida", ovvero esemplare copia di un originale, ancora piu’ antico, al momento da considerarsi "perso". Occorre dire che i Sermoni paiono verosimilmente redatti nel corso di diversi anni, ed il piu’ antico appare essere il primo Sermone, probabilmente redatto durante o non molto posteriormente l’impero Tolun, citato come coevo o quasi , certamente di viva memoria. Questo fatto porterebbe alla datazione del primo sermone, ovvero dell’originale, dall’anno novecento al mille. Secondo questa probabile ipotesi, i Sermoni Subalpini sarebbero il piu’ antico reperto occeltico, ancora esistente, a livello europeo. Le stampide erano copie multiple che circolavano in vaste aree occeltiche; data la caratteristica "italiana" dei Sermoni Subalpini, con tutta probabilita’ circolarono in tutta Italia, e forse in tutta la fascia dell'antica terra e lingua occeltica.

Terra e Lingua occeltica

Gli antichi greci definivano come "celti" od occelti od occitani i popoli ad occidente della Grecia stessa, con esclusione esplicita dei popoli nordici e dei germanici. Non chelto come "eroe o valoroso nordico", ma celto come "ad occito". Ci pare logico quindi, al fine di superare definitivamente le possibilita’ di errori e confusioni infinite, nominare in modo univoco la lingua universale medioevale centro-sud europea con un antico sinonimo di "occitana". Scartato il termine "celtica" , usato ed abusato, anche a sproposito per le popolazioni nordiche, rimane il termine "occeltica", che significa sempre "ad occidente", occitana, ma con una radice arcaica desueta ed originale. Chiamiamo lingua "occeltica" od "occelta" l’antica lingua dei popoli della fascia centro e sud europea. Questa lingua era compresa e parlata dai catalani, aquitani, limosini, provenzali, alpini sud-occidentali, padani, ma anche certamente dai siciliani, e con tutta probabilita’ da molti popoli meridionali. Ovviamente le varie parlate locali si differenziavano, ma la comprensione era universale. La lingua dei Sermoni Subalpini, come si puo' constatare in questo lavoro, mediante la lettura diretta del codice originale qui riprodotto, e' la stessa lingua dei trombadori, del Vacheras ecc. Occeltica quindi, senza ombra di dubbio.

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Premessa - Erasmo Brio     

La Lingua dei Sermoni Subalpini

L'umile ed imparziale lettura diretta dei Sermoni ci evidenzia come essa non sia il provenzale, non sia l'occitano, non sia la linguadoca, non sia il piemontese. Tutte queste lingue, a cui posso aggiungere tranquillamente anche il catalano, il limosino, l'aquitano, e molti dialetti italiani sono pero' evidenti figlie di questa antichissima parlata volgare, al tempo detta "latino locale". La diatriba che vuole questa lingua madre genitrice dell'occitano piuttosto che del piemontese e' del tutto sterile: entrambe sono evidenti figlie, ma nessuna somiglia piu' dell'altra alla madre.

Tutte le lingue figlie sono lingue ancora oggi parlate, sebbene da una minoranza, quindi sono lingue vive e moderne. Nessuna di loro, e’ bene chiarirlo con forza, si puo’ identificare nella omonima lingua medioevale parlata intorno l’anno mille. L’equivoco e’ nato nel secolo scorso quando un gruppo di volenterosi ricercatori di lingue medioevali (svizzeri in testa) credette di riconoscere nella lingua di alcune valli cuneesi l’antica lingua dei poeti medioevali detta "occitana" od anche "provenzale". Al tempo era gia'stato assodato che le lingue "provenzali" moderne non erano l’antico idioma universale centro-sud europeo. Pareva, agli studiosi, di aver scoperto, finalmente, il reperto "vivente" della lingua ritenuta "morta". La notizia venne diffusa con grande pompa e divenne un assioma. Tutto falso. L’occitano attuale non e’ l’omonima lingua "occitana" medioevale del mille e dintorni. La cosidetta lingua occitana moderna delle valli cuneesi non assomiglia alla lingua universale medioevale piu’ della lingua piemontese. La somiglianza alla lingua universale medioevale e’ propria di tutte le lingue citate. Ma vi sono lemmi della antica lingua che ritroviamo ancora solo in meridione, altri solo in italiano, altri solo in francese, altri in galizio e persino nelle lingue nordiche. Nulla di piu’ errato quindi che confondere le lingue alpine moderne occitane con la lingua universale medioevale.

La lingua dei Sermoni e’ la lingua occeltica "italiana" parlata certamente in Piemonte e nella padania, quindi verosimilmente, in modo analogo, sino alla Sicilia. Giova, a tal proposito, rammentare che i Sermoni citano anche fatti, luoghi e Santi meridionali, come la Terra di Lavoro (Campania), la citta’ di Nola e San Paolino ivi venerato. La riproduzione (prima in assoluto) dell'originale, svela gli errori interpretativi attuali, e smentisce, fra l'altro, la "Biblioteca dei Classici Italiani" (ma quale pseudo dialetto galloitalico!), smentisce Camillo Brero (non e' piemontese), ecc. Notare la abnorme abbondanza d'uso del SI anche come intercalare, e la mancanza totale del tanto decantato "oc".

La CULTURA

I Sermoni Subalpini svelano un insospettato livello culturale, non solo dell'istruitissimo autore, ma anche degli uditori, verosimilmente monaci, ma anche semplici contadini medievali. L'importanza della lingua occeltica , vero archetipo delle lingue neolatine moderne, e' palesemente enorme, come grandissimo e' l'apporto di conoscenza storica su fatti del primo medioevo, antecedenti l'anno mille. Per finire, i Sermoni concorrono alla comprensione del misconosciuto periodo storico dei Trombadori e delle Trombatriz (vedi) faro di civilta' in un mondo oramai barbaro.

NOTA

 Tutto il lavoro che segue, limitato ai soli primi 4 Sermoni, sufficienti per il percorso esplicativo pittorico in oggetto e' originale, tratto dalla lettura diretta del codice, con l'aiuto di due anonimi collaboratori, per la traslazione paleografica semidiplomatica, che ringrazio. Il testo latino e' evidenziato in corsivo, la traduzione italiana e' in blu, salvo la parte di testo latino non tradotta (Ser. 4), in nero.

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio    

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 128 recto, tutto

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 128 recto, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

Sermo de decimis et primiciis.

Sermone delle decime e primizie.

02

Decimas debetis et primicias dare

Le decime e le primizie dovete dare

03

deo. idest sacerdotibus et pauperibus

a Dio cioe' ai sacerdoti e ai poveri.

04

Quare autem invente sint primitie

Perche' siano state inventate le primizie

05

et decime dicendum nobis est. Les desmes

e le decime noi dobbiamo ora dire. Le decime

06

et les primicies li christien feel deu devent

e le primizie i cristiani fedeli a Dio devono

07

doner a sainte eglise e as preveires et

donare a santa chiesa e ai preti e

08

pauperibus. e devez saver porquei. et per

ai poveri, e dovete sapere perche' e per

09

quel auctorite furent trovees. Tut

quale autorita' [esse] furono inventate. Tutto

10

premerement que deus feist nule creature

primieramente che Dio facesse dal nulla le creature,

11

si fist dez ordines d angeles. Or aven

(si) fece dieci ordini d'angeli. Or avvenne

12

que per orgoil si chai lo desen orden de

che per orgoglio (si) cadde il decimo ordine dal

13

cel. Or deus en lo del angel si mist ho

cielo. Or Dio in luogo dell'angelo (si) mise l'uo-

14

men. Tant fist lo mal angel per son

mo. Tanto fece il mal angelo per suo

15

engeig. que el fei pecar homen et quel

ingegno (inganno), che egli fece peccare l'uomo e quello

16

refu gitez de paradis. et dela gloria

a sua volta fu gettato dal paradiso e dalla gloria

17

dunt el era chait per superbia. Adunc

donde egli era caduto per superbia. Adunque

18

adam lo nostre premer pare. per son pecha

Adamo il nostro primiero padre per suo peccato

19

fo mes en aquest eisil. Or tota via li

fu messo in questo esilio. Or tuttavia gli

20

comando deus que el del so aan et del son

comandò Dio che egli del suo tempo e del suo

 .

.

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 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 128 verso, tutto

 


DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 128 verso, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

lavor recognoises lo son criator. qui l a

lavoro riconoscesse il suo creatore, che l'a-

02

vea cria del limun dela terra. E d aqui enaz

veva creato dal limo della terra. E di qui innanzi

03

comenzo a engenerer enfanz. et lo sevol

comincio' a generare infanti ed il mondo (secolare)

04

comence a creiser. Or adam si of doi faint.

comincia a crescere. Or Adamo (si) ebbe due figli,

05

l un ot num caim e l autre abel. Caim

l’uno ebbe nome Caino e l’altro Abele. Caino

06

fo lavoraor de terra. e abel so frare

fu lavoratore di terra ed Abele suo fratello

07

fo pastor de fees e d autre bestie. Or

fu pastore di pecore e d’altre bestie. Or

08

caim del so lavor ofria a deu deles

Caino del suo lavoro offriva a Dio dei

09

plus croe gerbes que el avea. et d aqueles

piu scadenti raccolti che aveva, e dei quali

10

fasea son sacrifici a deu. Or devez

faceva i suoi sacrifizi a Dio. Or dovete

11

saver en quel guisa il sacrificaven

sapere in qual guisa essi sacrificavano

12

a deu. Il avean fait un alter de terra

a Dio. Essi avevano fatto un altare di terra

13

e si metean sore leigna asai. e sore

e vi mettevano sopra legna assai e sopra

14

la leigna metean lur des[mes] et lor offe

la legna mettevano le loro decime e le loro offer-

15

rendes. e lor primicies. o fos de besties

te e le loro primizie, o fossero di bestie

16

o fos de fruit. e si lo fous venea de cel

o fossero di frutti, e se il fuoco veniva dal cielo

17

e el ardea. adun saveien que deus avea re

ed esso ardeva, adunque sapevano che Dio aveva ri-

18

ceu lor sacrifici. e si lo fos no venea

cevuto i loro sacrifici, e se il fuoco non veniva

19

saveient que deus non avea cura. Or caim

sapevano che Dio non [ne] aveva cura. Or Caino

20

si era lare et bosare. e si ofria a deu del

(si) era ladro e falso e (si) offriva a Dio del

 

 

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 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 129 recto, tutto

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 129 recto, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

plus croi lavor quel avea. e deus non a-

piu’ scadente lavoro ch’egli aveva e Dio non [ne] a-

02

vea cura. perzo quel era fel ebozare. So

veva cura, perciocche’ egli era fello e falso. Suo

03

frare abel prendea deil plus bels agnels

fratello Abele prendeva dei piu begli agnelli

04

et moltons que el avea e si los ofria et si

e montoni che egli aveva e (si) li offriva, e (si)

05

endonava lo desme dreitement. Or

donava le decime rettamente. Or

06

dit l escritura. Respexit deus ad abel et

dice la Scrittura: Dio rivolse lo sguardo ad Abele e

07

ad munera eius. ad caim vero et ad munera illius

alle sue offerte; invece a Caino ed alle sue offerte

08

non respexit. Iratusque est caim nimis. Si

non rivolse lo sguardo. E Caino si adiro’ molto. Sic-

09

cum deus li dist. Quare iratus es. et cur con

che’ Dio gli disse: Perche’ sei adirato e perche’ e’ ab-

10

cidit facies tua? Nonne si bene ege

battuta la tua faccia? Non e’ vero che se del bene farai

11

ris recipies. si autem male statim in foribus

lo riceverai, se invece del male subito alla porta

12

peccatum aderit? Set sub te erit appe

sara’ il peccato? Ma sotto di te sara’ l’appe-

13

ritus eius. et tu dominaberis illius. Apres si li

tito di esso e tu lo dominerai. Appresso (si) gli

14

dist. Si recte offeras et non recte dividas

disse: Se rettamente offri e non rettamente dividi,

15

pecasti. Que est zo a dire. Si ben vols o

suoli peccare. Che e’cio’ a dire? Se ben vuoi of-

16

frir dreitament deis partir. ne rete

frire, rettamente devi ripartire e non rite-

17

nir mia la meillor partia. ne offrir

nere mica la migliore parte, e non offrire

18

la plus croia. que si tu zo fas felonia fas

la piu scadente; che se tu cio’ fai, fellonia fai

19

a tun escient. Un autre isemple tro

a tua scienza. Un altro esempio tro-

20

vem anquor en l escritura dele desme.

viamo ancora nella Scrittura, delle decime.

 .

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 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 129 verso, tutto

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 129 verso, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

Quar zo cointe en un liber del ver te

Poiche’ cio’ racconta in un libro del vecchio te-

02

stament qui a num genesis de don abraam

stamento che ha nome Genesi di don Abramo

03

lo patriarcha que quant el se fo com

il patriarca che quando egli (si fu) ebbe com-

04

batuz cum li cinque rei qui avean asalia

battuto con i cinque re che avevano assalito

05

la cita o loth so frare estava. et el lo sot

la citta’ ove Loth suo fratello stava, ed egli lo sov-

06

vencuz. si done desma et primicia et o

venne, (si) dono’ decima e primizia e of

07

ferenda a don melchisedech. qui era

ferta a don Melchisedech che era

08

reis et prever de dominide. E qual of

re e prete di Dominedio. E quale of-

09

renda li ofri? De pan e de vin. Et ia

ferta gli offrì? Del pane e del vino. E Gia-

10

cob patriarcha fei eisament. quant

cobbe patriarca fece egualmente, quando

11

el enandava in mesopotamia syrie

egli se ne andava in Mesopotamia di Siria

12

a laban so barba. e el vit un escala qui

da Laban suo zio, ed egli vide una scala che

13

teneit l un co en cel. et vit los angel

teneva un capo in cielo, e vide gli angeli

14

qui montavan et descendean. e zo vit

che salivano e discendevano, e cio’ vide

15

en dormant. e quant el fo esveilla si

mentre dormiva, e quando egli fu sveglio (si)

16

dist. Terribilis est locus iste. et ego nesci

disse: Terribile e’ questo luogo, e io non lo sa-

17

ebam. Apres si fist soa oratiun. e si

pevo. Appresso (si) fece la sua orazione e (si)

18

dist. Si dominus deus meus fuerit in via ista

disse: Se il Signore Dio mio sara’ meco in questa via

19

qua ego ambulo. et custodierit me.

su cui io m’incammino, e mi proteggera’,

20

decimas et hostias pacificas offeram in

decime ed ostie pacifiche offriro’ in

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio    

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 130 recto, tutto

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 130 recto, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

hoc loco. Or dit saint ieronime que

questo luogo. Or dice san Geronimo che

02

en aquel loc est ore lo temple o iacob

in quel luogo vi e’ ora il tempio ove Giacobbe

03

vit l escala. E lo papa e la gleisa de

vide la scala. E il papa e la chiesa di

04

roma si comande in calcedonensi con

Roma (si) comanda nel Calcedonense con-

05

cilio. que la desma fos en quatre pars

cilio che la decima fosse in quattro parti

06

devisa. la premera partia fos del evesque.

divisa: la prima parte fosse del vescovo

07

e la seunda del egleisa. la tercia deil pre

e la seconda della chiesa, la terza dei pre-

08

ver. la quarta deil pover. E en la ve

ti, la quarta dei poveri. E nella vec-

09

illa lei comande deus. decimas de cun

chia legge comanda Dio: le decime di tut-

10

ctis frugibus terre referes ad sacerdotem. Les

ti i frutti della terra offrirai al sacerdote. Le

11

primicies furent eisement trovees.

primizie furono egualmente inventate.

12

Quar zo comande deus a moysen. Omnia

Poiche’cio’ comanda Dio a Mose’: Tutti

13

primogenita dabis sacerdoti. et primicias

i primogeniti [del gregge] darai al sacerdote, e le primizie

14

frugum omnium que gignuntur in terra. Or

di tutti i frutti che nascono nella terra. Or

15

tuit aquil qui dreitement des[nes] ne donent

tutti quelli che rettamente non donano le decime

16

a sainte ecclesia. et ail prever qui la ser

a santa chiesa e ai preti che la ser-

17

vent. il avrant la malaitzun que deus

vono, esssi avranno la maledizione che Dio

18

done a caim qui ocist so frare. E quel

dette a Caino che uccise suo fratello. E quale

19

malaitzun? Maledicta terra in opere

maledizione? Maledetta ad opera tua la terra,

20

tuo. que aperuit os suum. et suscepit sanguinem fratris tui

che apri’ la sua bocca e prese su di se il sangue di tuo fratello

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

 SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 130 verso, tutto

 


DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 130 verso, tutto

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

de manu tua. Malaeit seran e il e lor desmes e lor

per mano tua. Maledetti saranno essi e loro decime e loro

02

offerendes. car il las tolun et las emblen. et i

offerte, poiche essi turcheggiano ed idolatrano, ed an-

03

ran en la compaignia de dathan et abiron.

dranno nella compagnia di Dathan ed Abiron,

04

qui se revelerent contra moysen et aaron. et

che si ribellarono contro Mose ed Aronne e

05

perzo los sorbi la terre. et descederunt in infer

percio’ li assorbi la terra, e discesero nell’infer-

06

num viventes. e seran ades mai ob lo mal an

no da vivi, e saranno adesso mai presso il mal an-

07

gel qui chai de cel zo est lo deablef. E nos me

gelo che cadde dal cielo cioe’ il diavolo. E noi me-

08

es si nos aviam senn e rason o poiriam ben

desimi se noi abbiamo senno e ragione lo potremo ben

09

saver et veer. Nos gitem la semenza en tira.

sapere e vedere. Noi gettiamo la semenza in terra,

10

or me di o est l espi et lo gran. qui dona lo

ora dimmi dove e’ la spiga ed il grano? chi dona il

11

vent e la ploia. e l soleil. poez lo vos doner.

vento e la pioggia? e il sole? potete voi donarlo?

12

Mia fe non. qui cuidez vos qui fatza vostra

in mia fede no. Chi cogitate voi che faccia la vostra

13

semenza naiser et creiser. Vos creez ben que deus

semenza nascere e crescere? Voi credete bene che Dio

14

o fai. Or perque ne li donez dunc la soa razun

lo fa. Or perche’ non gli donate dunque la sua razione

15

e zo que el a ordena. Or respont lo fol hom.

e cio’ che Egli ha ordinato? Or Risponde il folle uomo,

16

et dit. Si e veia dominide mult volunters

e dice: Se e’ vero Dominedio molto volentieri

17

la li dereia. Or te mostrerai dominede

gliela darei. Or ti mostrero’ Dominedio

18

que tu lo veras. Or me di. Creis tu zo que dit

[in modo] che tu lo verifichi. Or dimmi: credi tu cio che dice

19

lo vangeli. Oel ben. Zo dit nostre seignor

il vangelo? Odi bene: cio’ dice nostro Signore

20

en l evangeli. Quod uni ex minimis meis

nel vangelo: Quel che a uno dei miei fratelli piu’ piccoli

 

 

DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 131 recto, sino a riga 16 compresa

 


DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio     

SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie"

Foglio 131 recto, sino a riga 16 compresa

Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C.

rig

Traslazione semidiplomatica

Traduzione italiana

01

dedistis. mihi dedistis. Zo que vos donez al prever

avete dato, a me l’avete dato. Cio che voi donate al prete

02

et al pover. a mei lo donez. Lo preve si est el lo

ed al povero, a me lo donate. Il prete (si) e’ il luogo

03

et el setge de deu. sicum deus dit per lo salmiste.

e la sede di Dio, siccome Dio dice per il salmista:

04

Ego dixi dij estis. et filij excelsi omnes. E el me

Io dissi:siete tutti simili a Dio e figli dell’ Altissimo. Ed il me-

05

esme Christ si dist. qui vos recipit me recipit

desimo Cristo (si’) disse:chi riceve voi riceve me;

06

et qui vos spernit me spernit. Or tai mostra do

e chi disprezza voi disprezza me. Or Ti ho mostrato do-

07

minede. a cui tu deis doner la desma et la

minedio, a cui tu devi donare la decima e la

08

primicia. Or gart chascuns cristian qui vol

primizia. Or guardi ciascun cristiano, che vuol

09

eser ami de deu que el dun ben desma senz

essere amico di Dio, che egli doni bene la decima senza

10

felonia. que el ne sea dampna ob caim qui e

fellonia; che egli non sia dannato con Caino che e-

11

ra bosar et malvas vers deu. E que el poissa

ra falso e malvagio verso Dio. E che egli possa

12

estre en la compaignia d abel qui fo lo premers

stare nella compagnia d’Abele che fu il primiero

13

martyr. que caim so frare ocist per envia. et que

martire, che Caino suo fratello uccise per invidia, e che

14

el sia en la compaignia deil boin angels.

egli sia nella compagnia dei buoni angeli,

15

qui non ceciderunt. set steterunt et permanserunt in

che non caddero, ma restarono e rimasero nel

16

bono. Quod ipse p[raesta]re dignetur. qui vivit et regnat.

bene. Il che si degni di concederci egli (Cristo), che vive e regna.

17

18

19

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