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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Premessa - Erasmo Brio |
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PREMESSA I SERMONI SUBALPINI sono materializzati in un codice torinese (BN. D. VI. 10. 128r-188v) e rappresentano il piu' antico reperto in lingua volgare post-latina e pre-italiana. Alcuni vorrebbero che la lingua dei Sermoni sia un piemontese arcaico. Altri lo vogliono occitano, altri provenzale, linguadoca ecc. Per palesare la realta', e troncare le teorie partigiane, ed i fraintendimenti, allego riproduzione del testo originale, facsimile, quindi traslazione semidiplomatica del testo stesso, ed infine traduzione, o meglio interpretazione italiana , la piu' aderente possibile al testo originale, a costo di usare termini ora desueti ma italianissimi. I Sermoni Subalpini sono redatti su pelle pergamena, come codice, ossia entrambe le facce scritte, in carattere gotico, 20 righe di testo per pagina. La numerazione (posteriore) e’ per fogli, dove 1 foglio equivale a due pagine. Il codice dei Sermoni non e’ indipendente, ma e’ rilegato con altro latino a carattere religioso ed inizia al foglio 128 recto e termina al verso del foglio 188, per un totale di 60 fogli, ovvero 120 pagine. I Sermoni sono in numero di 22, di cui due sono "Esempi". Considerata la censura, cui furono sottoposti, sin dal secolo XIII, gli scritti occeltici, proprio il fatto di essere "inglobati" in un testo latino, con tutta probabilita’ salvo' i Sermoni dall’essere distrutti. DATAZIONE: Il testo latino "contenitore" e’ databile dalla seconda meta’ del 1100 alla prima meta’ del 1200. I Sermoni pero' appaiono alquanto piu’ antichi del "contenitore", e con tutta probabilita’ sono una "stampida", ovvero esemplare copia di un originale, ancora piu’ antico, al momento da considerarsi "perso". Occorre dire che i Sermoni paiono verosimilmente redatti nel corso di diversi anni, ed il piu’ antico appare essere il primo Sermone, probabilmente redatto durante o non molto posteriormente l’impero Tolun, citato come coevo o quasi , certamente di viva memoria. Questo fatto porterebbe alla datazione del primo sermone, ovvero dell’originale, dall’anno novecento al mille. Secondo questa probabile ipotesi, i Sermoni Subalpini sarebbero il piu’ antico reperto occeltico, ancora esistente, a livello europeo. Le stampide erano copie multiple che circolavano in vaste aree occeltiche; data la caratteristica "italiana" dei Sermoni Subalpini, con tutta probabilita’ circolarono in tutta Italia, e forse in tutta la fascia dell'antica terra e lingua occeltica. Terra e Lingua occeltica Gli antichi greci definivano come "celti" od occelti od occitani i popoli ad occidente della Grecia stessa, con esclusione esplicita dei popoli nordici e dei germanici. Non chelto come "eroe o valoroso nordico", ma celto come "ad occito". Ci pare logico quindi, al fine di superare definitivamente le possibilita’ di errori e confusioni infinite, nominare in modo univoco la lingua universale medioevale centro-sud europea con un antico sinonimo di "occitana". Scartato il termine "celtica" , usato ed abusato, anche a sproposito per le popolazioni nordiche, rimane il termine "occeltica", che significa sempre "ad occidente", occitana, ma con una radice arcaica desueta ed originale. Chiamiamo lingua "occeltica" od "occelta" l’antica lingua dei popoli della fascia centro e sud europea. Questa lingua era compresa e parlata dai catalani, aquitani, limosini, provenzali, alpini sud-occidentali, padani, ma anche certamente dai siciliani, e con tutta probabilita’ da molti popoli meridionali. Ovviamente le varie parlate locali si differenziavano, ma la comprensione era universale. La lingua dei Sermoni Subalpini, come si puo' constatare in questo lavoro, mediante la lettura diretta del codice originale qui riprodotto, e' la stessa lingua dei trombadori, del Vacheras ecc. Occeltica quindi, senza ombra di dubbio.
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Premessa - Erasmo Brio |
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La Lingua dei Sermoni Subalpini L'umile ed imparziale lettura diretta dei Sermoni ci evidenzia come essa non sia il provenzale, non sia l'occitano, non sia la linguadoca, non sia il piemontese. Tutte queste lingue, a cui posso aggiungere tranquillamente anche il catalano, il limosino, l'aquitano, e molti dialetti italiani sono pero' evidenti figlie di questa antichissima parlata volgare, al tempo detta "latino locale". La diatriba che vuole questa lingua madre genitrice dell'occitano piuttosto che del piemontese e' del tutto sterile: entrambe sono evidenti figlie, ma nessuna somiglia piu' dell'altra alla madre. Tutte le lingue figlie sono lingue ancora oggi parlate, sebbene da una minoranza, quindi sono lingue vive e moderne. Nessuna di loro, e’ bene chiarirlo con forza, si puo’ identificare nella omonima lingua medioevale parlata intorno l’anno mille. L’equivoco e’ nato nel secolo scorso quando un gruppo di volenterosi ricercatori di lingue medioevali (svizzeri in testa) credette di riconoscere nella lingua di alcune valli cuneesi l’antica lingua dei poeti medioevali detta "occitana" od anche "provenzale". Al tempo era gia'stato assodato che le lingue "provenzali" moderne non erano l’antico idioma universale centro-sud europeo. Pareva, agli studiosi, di aver scoperto, finalmente, il reperto "vivente" della lingua ritenuta "morta". La notizia venne diffusa con grande pompa e divenne un assioma. Tutto falso. L’occitano attuale non e’ l’omonima lingua "occitana" medioevale del mille e dintorni. La cosidetta lingua occitana moderna delle valli cuneesi non assomiglia alla lingua universale medioevale piu’ della lingua piemontese. La somiglianza alla lingua universale medioevale e’ propria di tutte le lingue citate. Ma vi sono lemmi della antica lingua che ritroviamo ancora solo in meridione, altri solo in italiano, altri solo in francese, altri in galizio e persino nelle lingue nordiche. Nulla di piu’ errato quindi che confondere le lingue alpine moderne occitane con la lingua universale medioevale. La lingua dei Sermoni e’ la lingua occeltica "italiana" parlata certamente in Piemonte e nella padania, quindi verosimilmente, in modo analogo, sino alla Sicilia. Giova, a tal proposito, rammentare che i Sermoni citano anche fatti, luoghi e Santi meridionali, come la Terra di Lavoro (Campania), la citta’ di Nola e San Paolino ivi venerato. La riproduzione (prima in assoluto) dell'originale, svela gli errori interpretativi attuali, e smentisce, fra l'altro, la "Biblioteca dei Classici Italiani" (ma quale pseudo dialetto galloitalico!), smentisce Camillo Brero (non e' piemontese), ecc. Notare la abnorme abbondanza d'uso del SI anche come intercalare, e la mancanza totale del tanto decantato "oc". La CULTURA I Sermoni Subalpini svelano un insospettato livello culturale, non solo dell'istruitissimo autore, ma anche degli uditori, verosimilmente monaci, ma anche semplici contadini medievali. L'importanza della lingua occeltica , vero archetipo delle lingue neolatine moderne, e' palesemente enorme, come grandissimo e' l'apporto di conoscenza storica su fatti del primo medioevo, antecedenti l'anno mille. Per finire, i Sermoni concorrono alla comprensione del misconosciuto periodo storico dei Trombadori e delle Trombatriz (vedi) faro di civilta' in un mondo oramai barbaro. NOTA Tutto il lavoro che segue, limitato ai soli primi 4 Sermoni, sufficienti per il percorso esplicativo pittorico in oggetto e' originale, tratto dalla lettura diretta del codice, con l'aiuto di due anonimi collaboratori, per la traslazione paleografica semidiplomatica, che ringrazio. Il testo latino e' evidenziato in corsivo, la traduzione italiana e' in blu, salvo la parte di testo latino non tradotta (Ser. 4), in nero.
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 128 recto, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 128 recto, tutto |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
Sermo de decimis et primiciis. |
Sermone delle decime e primizie. |
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02 |
Decimas debetis et primicias dare |
Le decime e le primizie dovete dare |
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03 |
deo. idest sacerdotibus et pauperibus |
a Dio cioe' ai sacerdoti e ai poveri. |
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04 |
Quare autem invente sint primitie |
Perche' siano state inventate le primizie |
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05 |
et decime dicendum nobis est. Les desmes |
e le decime noi dobbiamo ora dire. Le decime |
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06 |
et les primicies li christien feel deu devent |
e le primizie i cristiani fedeli a Dio devono |
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07 |
doner a sainte eglise e as preveires et |
donare a santa chiesa e ai preti e |
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08 |
pauperibus. e devez saver porquei. et per |
ai poveri, e dovete sapere perche' e per |
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09 |
quel auctorite furent trovees. Tut |
quale autorita' [esse] furono inventate. Tutto |
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10 |
premerement que deus feist nule creature |
primieramente che Dio facesse dal nulla le creature, |
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11 |
si fist dez ordines d angeles. Or aven |
(si) fece dieci ordini d'angeli. Or avvenne |
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12 |
que per orgoil si chai lo desen orden de |
che per orgoglio (si) cadde il decimo ordine dal |
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13 |
cel. Or deus en lo del angel si mist ho |
cielo. Or Dio in luogo dell'angelo (si) mise l'uo- |
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14 |
men. Tant fist lo mal angel per son |
mo. Tanto fece il mal angelo per suo |
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15 |
engeig. que el fei pecar homen et quel |
ingegno (inganno), che egli fece peccare l'uomo e quello |
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16 |
refu gitez de paradis. et dela gloria |
a sua volta fu gettato dal paradiso e dalla gloria |
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17 |
dunt el era chait per superbia. Adunc |
donde egli era caduto per superbia. Adunque |
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18 |
adam lo nostre premer pare. per son pecha |
Adamo il nostro primiero padre per suo peccato |
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19 |
fo mes en aquest eisil. Or tota via li |
fu messo in questo esilio. Or tuttavia gli |
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20 |
comando deus que el del so aan et del son |
comandò Dio che egli del suo tempo e del suo |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 128 verso, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 128 verso, tutto |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
lavor recognoises lo son criator. qui l a |
lavoro riconoscesse il suo creatore, che l'a- |
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02 |
vea cria del limun dela terra. E d aqui enaz |
veva creato dal limo della terra. E di qui innanzi |
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03 |
comenzo a engenerer enfanz. et lo sevol |
comincio' a generare infanti ed il mondo (secolare) |
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04 |
comence a creiser. Or adam si of doi faint. |
comincia a crescere. Or Adamo (si) ebbe due figli, |
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05 |
l un ot num caim e l autre abel. Caim |
l’uno ebbe nome Caino e l’altro Abele. Caino |
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06 |
fo lavoraor de terra. e abel so frare |
fu lavoratore di terra ed Abele suo fratello |
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07 |
fo pastor de fees e d autre bestie. Or |
fu pastore di pecore e d’altre bestie. Or |
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08 |
caim del so lavor ofria a deu deles |
Caino del suo lavoro offriva a Dio dei |
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09 |
plus croe gerbes que el avea. et d aqueles |
piu scadenti raccolti che aveva, e dei quali |
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10 |
fasea son sacrifici a deu. Or devez |
faceva i suoi sacrifizi a Dio. Or dovete |
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11 |
saver en quel guisa il sacrificaven |
sapere in qual guisa essi sacrificavano |
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12 |
a deu. Il avean fait un alter de terra |
a Dio. Essi avevano fatto un altare di terra |
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13 |
e si metean sore leigna asai. e sore |
e vi mettevano sopra legna assai e sopra |
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14 |
la leigna metean lur des[mes] et lor offe |
la legna mettevano le loro decime e le loro offer- |
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15 |
rendes. e lor primicies. o fos de besties |
te e le loro primizie, o fossero di bestie |
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16 |
o fos de fruit. e si lo fous venea de cel |
o fossero di frutti, e se il fuoco veniva dal cielo |
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17 |
e el ardea. adun saveien que deus avea re |
ed esso ardeva, adunque sapevano che Dio aveva ri- |
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18 |
ceu lor sacrifici. e si lo fos no venea |
cevuto i loro sacrifici, e se il fuoco non veniva |
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19 |
saveient que deus non avea cura. Or caim |
sapevano che Dio non [ne] aveva cura. Or Caino |
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20 |
si era lare et bosare. e si ofria a deu del |
(si) era ladro e falso e (si) offriva a Dio del |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 129 recto, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 129 recto, tutto |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
plus croi lavor quel avea. e deus non a- |
piu’ scadente lavoro ch’egli aveva e Dio non [ne] a- |
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02 |
vea cura. perzo quel era fel ebozare. So |
veva cura, perciocche’ egli era fello e falso. Suo |
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03 |
frare abel prendea deil plus bels agnels |
fratello Abele prendeva dei piu begli agnelli |
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04 |
et moltons que el avea e si los ofria et si |
e montoni che egli aveva e (si) li offriva, e (si) |
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05 |
endonava lo desme dreitement. Or |
donava le decime rettamente. Or |
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06 |
dit l escritura. Respexit deus ad abel et |
dice la Scrittura: Dio rivolse lo sguardo ad Abele e |
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07 |
ad munera eius. ad caim vero et ad munera illius |
alle sue offerte; invece a Caino ed alle sue offerte |
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08 |
non respexit. Iratusque est caim nimis. Si |
non rivolse lo sguardo. E Caino si adiro’ molto. Sic- |
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09 |
cum deus li dist. Quare iratus es. et cur con |
che’ Dio gli disse: Perche’ sei adirato e perche’ e’ ab- |
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10 |
cidit facies tua? Nonne si bene ege |
battuta la tua faccia? Non e’ vero che se del bene farai |
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11 |
ris recipies. si autem male statim in foribus |
lo riceverai, se invece del male subito alla porta |
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12 |
peccatum aderit? Set sub te erit appe |
sara’ il peccato? Ma sotto di te sara’ l’appe- |
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13 |
ritus eius. et tu dominaberis illius. Apres si li |
tito di esso e tu lo dominerai. Appresso (si) gli |
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14 |
dist. Si recte offeras et non recte dividas |
disse: Se rettamente offri e non rettamente dividi, |
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15 |
pecasti. Que est zo a dire. Si ben vols o |
suoli peccare. Che e’cio’ a dire? Se ben vuoi of- |
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16 |
frir dreitament deis partir. ne rete |
frire, rettamente devi ripartire e non rite- |
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17 |
nir mia la meillor partia. ne offrir |
nere mica la migliore parte, e non offrire |
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18 |
la plus croia. que si tu zo fas felonia fas |
la piu scadente; che se tu cio’ fai, fellonia fai |
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19 |
a tun escient. Un autre isemple tro |
a tua scienza. Un altro esempio tro- |
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20 |
vem anquor en l escritura dele desme. |
viamo ancora nella Scrittura, delle decime. |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 129 verso, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
Quar zo cointe en un liber del ver te |
Poiche’ cio’ racconta in un libro del vecchio te- |
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02 |
stament qui a num genesis de don abraam |
stamento che ha nome Genesi di don Abramo |
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03 |
lo patriarcha que quant el se fo com |
il patriarca che quando egli (si fu) ebbe com- |
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04 |
batuz cum li cinque rei qui avean asalia |
battuto con i cinque re che avevano assalito |
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05 |
la cita o loth so frare estava. et el lo sot |
la citta’ ove Loth suo fratello stava, ed egli lo sov- |
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06 |
vencuz. si done desma et primicia et o |
venne, (si) dono’ decima e primizia e of |
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07 |
ferenda a don melchisedech. qui era |
ferta a don Melchisedech che era |
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08 |
reis et prever de dominide. E qual of |
re e prete di Dominedio. E quale of- |
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09 |
renda li ofri? De pan e de vin. Et ia |
ferta gli offrì? Del pane e del vino. E Gia- |
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10 |
cob patriarcha fei eisament. quant |
cobbe patriarca fece egualmente, quando |
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11 |
el enandava in mesopotamia syrie |
egli se ne andava in Mesopotamia di Siria |
|
12 |
a laban so barba. e el vit un escala qui |
da Laban suo zio, ed egli vide una scala che |
|
13 |
teneit l un co en cel. et vit los angel |
teneva un capo in cielo, e vide gli angeli |
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14 |
qui montavan et descendean. e zo vit |
che salivano e discendevano, e cio’ vide |
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15 |
en dormant. e quant el fo esveilla si |
mentre dormiva, e quando egli fu sveglio (si) |
|
16 |
dist. Terribilis est locus iste. et ego nesci |
disse: Terribile e’ questo luogo, e io non lo sa- |
|
17 |
ebam. Apres si fist soa oratiun. e si |
pevo. Appresso (si) fece la sua orazione e (si) |
|
18 |
dist. Si dominus deus meus fuerit in via ista |
disse: Se il Signore Dio mio sara’ meco in questa via |
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19 |
qua ego ambulo. et custodierit me. |
su cui io m’incammino, e mi proteggera’, |
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20 |
decimas et hostias pacificas offeram in |
decime ed ostie pacifiche offriro’ in |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 130 recto, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 130 recto, tutto |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
hoc loco. Or dit saint ieronime que |
questo luogo. Or dice san Geronimo che |
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02 |
en aquel loc est ore lo temple o iacob |
in quel luogo vi e’ ora il tempio ove Giacobbe |
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03 |
vit l escala. E lo papa e la gleisa de |
vide la scala. E il papa e la chiesa di |
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04 |
roma si comande in calcedonensi con |
Roma (si) comanda nel Calcedonense con- |
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05 |
cilio. que la desma fos en quatre pars |
cilio che la decima fosse in quattro parti |
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06 |
devisa. la premera partia fos del evesque. |
divisa: la prima parte fosse del vescovo |
|
07 |
e la seunda del egleisa. la tercia deil pre |
e la seconda della chiesa, la terza dei pre- |
|
08 |
ver. la quarta deil pover. E en la ve |
ti, la quarta dei poveri. E nella vec- |
|
09 |
illa lei comande deus. decimas de cun |
chia legge comanda Dio: le decime di tut- |
|
10 |
ctis frugibus terre referes ad sacerdotem. Les |
ti i frutti della terra offrirai al sacerdote. Le |
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11 |
primicies furent eisement trovees. |
primizie furono egualmente inventate. |
|
12 |
Quar zo comande deus a moysen. Omnia |
Poiche’cio’ comanda Dio a Mose’: Tutti |
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13 |
primogenita dabis sacerdoti. et primicias |
i primogeniti [del gregge] darai al sacerdote, e le primizie |
|
14 |
frugum omnium que gignuntur in terra. Or |
di tutti i frutti che nascono nella terra. Or |
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15 |
tuit aquil qui dreitement des[nes] ne donent |
tutti quelli che rettamente non donano le decime |
|
16 |
a sainte ecclesia. et ail prever qui la ser |
a santa chiesa e ai preti che la ser- |
|
17 |
vent. il avrant la malaitzun que deus |
vono, esssi avranno la maledizione che Dio |
|
18 |
done a caim qui ocist so frare. E quel |
dette a Caino che uccise suo fratello. E quale |
|
19 |
malaitzun? Maledicta terra in opere |
maledizione? Maledetta ad opera tua la terra, |
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20 |
tuo. que aperuit os suum. et suscepit sanguinem fratris tui |
che apri’ la sua bocca e prese su di se il sangue di tuo fratello |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 130 verso, tutto
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
de manu tua. Malaeit seran e il e lor desmes e lor |
per mano tua. Maledetti saranno essi e loro decime e loro |
|
02 |
offerendes. car il las tolun et las emblen. et i |
offerte, poiche essi turcheggiano ed idolatrano, ed an- |
|
03 |
ran en la compaignia de dathan et abiron. |
dranno nella compagnia di Dathan ed Abiron, |
|
04 |
qui se revelerent contra moysen et aaron. et |
che si ribellarono contro Mose ed Aronne e |
|
05 |
perzo los sorbi la terre. et descederunt in infer |
percio’ li assorbi la terra, e discesero nell’infer- |
|
06 |
num viventes. e seran ades mai ob lo mal an |
no da vivi, e saranno adesso mai presso il mal an- |
|
07 |
gel qui chai de cel zo est lo deablef. E nos me |
gelo che cadde dal cielo cioe’ il diavolo. E noi me- |
|
08 |
es si nos aviam senn e rason o poiriam ben |
desimi se noi abbiamo senno e ragione lo potremo ben |
|
09 |
saver et veer. Nos gitem la semenza en tira. |
sapere e vedere. Noi gettiamo la semenza in terra, |
|
10 |
or me di o est l espi et lo gran. qui dona lo |
ora dimmi dove e’ la spiga ed il grano? chi dona il |
|
11 |
vent e la ploia. e l soleil. poez lo vos doner. |
vento e la pioggia? e il sole? potete voi donarlo? |
|
12 |
Mia fe non. qui cuidez vos qui fatza vostra |
in mia fede no. Chi cogitate voi che faccia la vostra |
|
13 |
semenza naiser et creiser. Vos creez ben que deus |
semenza nascere e crescere? Voi credete bene che Dio |
|
14 |
o fai. Or perque ne li donez dunc la soa razun |
lo fa. Or perche’ non gli donate dunque la sua razione |
|
15 |
e zo que el a ordena. Or respont lo fol hom. |
e cio’ che Egli ha ordinato? Or Risponde il folle uomo, |
|
16 |
et dit. Si e veia dominide mult volunters |
e dice: Se e’ vero Dominedio molto volentieri |
|
17 |
la li dereia. Or te mostrerai dominede |
gliela darei. Or ti mostrero’ Dominedio |
|
18 |
que tu lo veras. Or me di. Creis tu zo que dit |
[in modo] che tu lo verifichi. Or dimmi: credi tu cio che dice |
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19 |
lo vangeli. Oel ben. Zo dit nostre seignor |
il vangelo? Odi bene: cio’ dice nostro Signore |
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20 |
en l evangeli. Quod uni ex minimis meis |
nel vangelo: Quel che a uno dei miei fratelli piu’ piccoli |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 131 recto, sino a riga 16 compresa
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- DOCUMENTI E CRITICA - Sermoni Subalpini - Testo - Erasmo Brio |
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SERMONE PRIMO "Delle decime e primizie" Foglio 131 recto, sino a riga 16 compresa |
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Traslazione occeltica di B.P.C., traslazione latina di R.C. |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
dedistis. mihi dedistis. Zo que vos donez al prever |
avete dato, a me l’avete dato. Cio che voi donate al prete |
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02 |
et al pover. a mei lo donez. Lo preve si est el lo |
ed al povero, a me lo donate. Il prete (si) e’ il luogo |
|
03 |
et el setge de deu. sicum deus dit per lo salmiste. |
e la sede di Dio, siccome Dio dice per il salmista: |
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04 |
Ego dixi dij estis. et filij excelsi omnes. E el me |
Io dissi:siete tutti simili a Dio e figli dell’ Altissimo. Ed il me- |
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05 |
esme Christ si dist. qui vos recipit me recipit |
desimo Cristo (si’) disse:chi riceve voi riceve me; |
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06 |
et qui vos spernit me spernit. Or tai mostra do |
e chi disprezza voi disprezza me. Or Ti ho mostrato do- |
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07 |
minede. a cui tu deis doner la desma et la |
minedio, a cui tu devi donare la decima e la |
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08 |
primicia. Or gart chascuns cristian qui vol |
primizia. Or guardi ciascun cristiano, che vuol |
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09 |
eser ami de deu que el dun ben desma senz |
essere amico di Dio, che egli doni bene la decima senza |
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10 |
felonia. que el ne sea dampna ob caim qui e |
fellonia; che egli non sia dannato con Caino che e- |
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11 |
ra bosar et malvas vers deu. E que el poissa |
ra falso e malvagio verso Dio. E che egli possa |
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12 |
estre en la compaignia d abel qui fo lo premers |
stare nella compagnia d’Abele che fu il primiero |
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13 |
martyr. que caim so frare ocist per envia. et que |
martire, che Caino suo fratello uccise per invidia, e che |
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14 |
el sia en la compaignia deil boin angels. |
egli sia nella compagnia dei buoni angeli, |
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15 |
qui non ceciderunt. set steterunt et permanserunt in |
che non caddero, ma restarono e rimasero nel |
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16 |
bono. Quod ipse p[raesta]re dignetur. qui vivit et regnat. |
bene. Il che si degni di concederci egli (Cristo), che vive e regna. |
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