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LA TERRA OCCELTICA

Pensiamo ai cavalieri senza macchia e senza paura, che dedicavano la propria vita al servizio dei più deboli, ai grandi ideali di libertà e giustizia. Pensiamo a grandissime foreste, ad inquinamento nullo, ai castelli visti come rifugio, al pane ed al vino gratuito (pane ed acqua era per i prigionieri). Pensiamo a mille anni fa. Al posto delle nazioni odierne europeo-occidentali, che, è bene ricordare, non esistevano ancora, vi era una fascia trasversale di molti popoli indipendenti, ma nello stesso tempo molto uniti, sia come lingua che come cultura. L'insieme di questi popoli "ad occidente", e piu' precisamente:

  • Padani, Sardi, Siciliani, Liguri,
  • Provenzali, Limosini, Borgognoni, Aquitani,
  • Catalani,
  • e financo Galizi.

formavano una vera e propria ultra federazione di fatto, composta da innumerevoli entita' indipendenti locali (castella) dove circolavano liberamente come provato da autografe pergamene trombadoriche coeve: "persone, idee, arte, poesia, cortesia, amore, musica e canto". Questo faro di civila` brillava incontrastato "ad occidente" della Grecia ed a sud dei popoli nordici e dei germanici .

Proprio come Erodoto, Esoro e poi Polibio descrivono gli occelti o celti: popoli discendenti di Jafet, ad occito (della Grecia), ovvero occidente, ovvero occitani, ma specificavano, da non confondersi con i germani, e tantomeno con i popoli del nord, incivili ed antropofagi. Plinio, nella sua Historia Naturalis dimostra come la terra dei Celti comprendeva la fascia cento-sud europea, ed in particolare cita la terra dei Celtoispani come Betica (sud ovest della attuale Spagna). Il Tolomeo concorda con Plinio. Il Bardetti (De' primi abitatori d'Italia, Modena 1769, opera postuma) dimostra l'asserto che i germani non fossero Celti, contestando vari storici dell'epoca, vassalli dell'impero nominalmente romano ma germanico di fatto. Giova ricordare che, salvo la civile Cornovaglia, il resto dell'isola Magontiaca (Inghilterra) e l'Hibernia (Irlanda ancora coperta di ghiacciai) erano anticamente infestate da feroci cannibali, e questa situazione si protrasse sino a soli 700 anni fa.

Una citazione assai curiosa: il Bardetti parla dei Liguri discendenti da Cigno, nato in terra ligure, figliolo di Stenelo, e cita pure un Cigno figlio di Ocito, che si reco' a Troia con dodici navi Argive. Ovviamente citazioni tanto antiche sono essenzialmente mitologiche, ma anche la fondazione di Roma e' mitologica, ed i sette Re, e molta parte della storia antica, specie se antecedente Polibio.

La SuperNazione di fatto occidentale, antitetica e trasversale rispetto i futuri stati nazionali, coincideva con l'antica e primiera terra dei Celtoispani, Gallocelti, Celti Togati, Naborensi, Ligures, Taurini, Boii, ecc. popoli già in epoca preistorica civilissimi, ospitanti colonie Egizie come Eridania Urbe Taurinis, e Genua (circa 3600 anni fa), sulle coste colonie Fenicie (che si estesero addirittura sino alla Galizia), infine colonie Greche come Massilia (circa 2600 anni fa).

La carta seguente, tratta dal "Cluverio", (Italia Antiqua, Lugduni anno mdcxxiv), evidenzia l'antico concetto di terra italica: confinava con il Rodano, quindi comprendeva anche Marsiglia (Massilia) e la Val Chiusa (Avignone). Questo in perfetto accordo con Polibio e Tito Livio. Notare che proprio in Valchiusa nascono i primi scrittori occelti che scrivono in italiano, dove si reca Dante, che aveva iniziato a scrivere la Commedia in occelto, dove Petrarca conosce Laura....ecc. ecc.

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L'Italia antica terminava come popoli ed influenza al Rodano. Cluverio, Lugano 1624

L'importanza, misconosciuta , degli antichi confini dell'Italia e' molto grande dal punto di vista linguistico-culturale. Infatti lo stesso italiano, come vedremo, puo' essere considerato una variante dell'occitano antico od occelto, come lo sono il catalano, l'occitano moderno, il provenzale, la linguadoca, e molte lingue locali, quali il piemontese.

Alla fine del medioevo si formano i vari stati nazionali a spese della antica terra occeltica. La Francia si annette gran parte di detta terra, compresa la Provincia Romana (Provenza), la Liguria transalpina, la Borgogna, il Delfinato, il Limosino, l'Aquitania, la Bretagna, Parigi (era stato indipendente), ecc. Per questo motivo la cultura occeltica od occitana antica viene spesso e del tutto erroneamente, confusa con la cultura francese, con risultati spesso grotteschi.

Ad esempio, l'autorevolissimo "Dizionario Letterario Bompiani", con la massima serieta' si duole che sia stato uno "straniero", francese, a scrivere i primi versi in italiano di cui si abbia conoscenza! L'autore in oggetto e' il Vacheras, (millecento) nato in Valchiusa, quindi, al tempo, italiano, ma anche provenzale, che opera in Italia, e scrive normalmente in occelto (occitano antico), specialmente in Italia, in Liguria, in Lombardia, in Piemonte e Monferrato, ma anche in meridione ed in Sicilia.

  

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 Particolare ingrandito della precedente carta d'Italia del Cluverio, ricalcante il Tolomeo, dove si evidenzia il confine italico al Rodano, e si possono leggere i nomi di molte citta' come Massilia a sudovest, Geneva (Ginevra) a nord , Augusta Taurinorum (Torino), Eporedia (Ivrea), Pollentia (Bra) ecc. Sono pure citati i nomi dei popoli, fra cui, nell'attuale Canavese, i Libicii, sono ancora citati i Salassi, a nord gli Allobrogi, intorno a Marsiglia i Salici.

 

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