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 LA LINGUA OCCELTICA

Verso la fine del primo millennio in tutte le terre occelte od occitane, si parlava e sopratutto si scriveva l'antico occitano, detto anche limosino, o provenzale (lingua della provincia romana), che noi chiamiamo occeltico (che vuol sempre dire occidentale) per non confonderlo con gli omonimi linguaggi moderni. Gli antichi Greci, chiamavano ocelti o Celti i popoli occidentali (vedi presente allegato, La Terra), ma il significato moderno di tale termine e' piuttosto "nordico", anzi "anglico" (??) quindi ocelto od occelto ci pare oggi piu' appropriato di celto. Durante l'impero tedesco sedicente "romano" gli storici (salvo qualcuno) si affannavano a dimostrare l'origine celtica dei germanici. Oggi con la supremazia ex barbara degli inglesi, o meglio anglofoni, tutti dimostrano la natura celtica dei inglesi, irlandesi, ed addirittura dei canadesi (bello!?). Cosi' va il mondo.

Proprio l'occelto od occitano antico, vero archetipo di tutte le lingue padane, del piemontese, del provenzale, del catalano, dell'aquitano, ed ovviamente delle forme moderne di occitano e linguadoca, era la lingua dei poeti. Al tempo, tutte le poesie (canti) erano provviste di musica, quindi i poeti erano pure compositori di musica: i Trumbadur e le Trumbatriz.

I livelli lirici espressivi e sensuali sia poetici che musicali (alta musica), dei tumbadur e trumbatriz non vennero più eguagliati , malgrado l'altissimo livello che poi raggiunsero i trovadori, che scrivevano in franco-occitano ed erano in genere di origine più nordica, ovvero Franca. Occorre prestare attenzione a non confondere l'occitano antico od occelto con il franco-occitano o franco-provenzale ed i trombadori con i trovatori od i jouglars, jujar (giocolieri, ma anche strumentisti).

Può sembrare strano, ma a quell'epoca molti principi e re, anche famosissimi, erano dei trumbor , ad esempio il trisavolo Guglielmo ( chi lo dice VI o VII od VIII infine gli inglesi lo dicono IX) di Riccardo I Cuor di Leone, e Riccardo stesso erano abili trombadori. Riccardo I aveva una bellissima voce ed era un abile poeta, e compositore musicale, quindi eseguiva allegramente per tutta l'occitania le sue canzoni, ovviamente in purissimo occelto. Certamente! Riccardo I si sentiva a suo agio solo in terra occeltica, ed era tanto gentile, affabile, generoso ed allegro qui, quanto terribile in Inghilterra, dove, al nord, rammentiamo, pullulavano ancora i cannibali , e quelli non amavano certo il "chant, deport e curtesia" (canto, diporto e cortesia).

A nord della terra occeltica si parlava sopratutto il franco-occitano, l'antesignano della lingua francese, a volte impropriamente detto provenzale, era la lingua usata dai trovatori e dalle trovatrici, più recenti nel tempo rispetto i trombadori e le trombatriz. La lettura dei codici ci evidenzia che, in origine, la lingua nordica franco-occitana era gia` detta (nel 1000) "franseis" dagli occelti.

Curiosamente l'affermazione del "franseis" dell'epoca NON era propriamente "oil", come si ritiene comunemente (lingua d'oil) ma un "oooi" alquanto prolungato (Adam de la Halle, 1270), simile alla affermazione in bolognese, ma nei casi di affermazione certa veniva usato il "si" occeltico Comunque la somiglianza, sebbene arcaica, al francese e` evidente. Anche questa lingua puo' essere considerata una "variante" dell'occelto, ed in effetti e' detta franco-occitano.

L'occelto era la vera lingua universale, l'esperanto del tempo, ma a differenza dell'esperanto, era effettivamente compreso da tutti i popoli civili europei sud-occidentali, inglesi (nobili o colti) inclusi. Veniva parlato in molte varianti locali, tutte dette, come vedremo "latino", con estremi nell'occelto italiano, quello francoccitano ed il galizio, ed epicentro nel "limosino", parlato certamente anche in Monferrato.

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