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- DOCUMENTI E CRITICA - Trombadori - RAZO di Calenda Maja - Erasmo Brio |
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Ecco una rara "razon" (ragione, motivo), diremmo oggi antefatto storico, redatta in Monferrato, quindi in Italia, ovviamente in occelto, da uno scrivano testimone oculare del 1100, forse lo stesso Vaqueras. La razon, essendo narrativa, ci fornisce un validissimo esempio di linguaggio comune, scevro da "licenze poetiche". |
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rig |
Traslazione semidiplomatica |
Traduzione italiana |
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01 |
En aquest temps vengeron dos joglars de Fransa |
In questi tempi vennero due giocolieri di Francia |
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02 |
en la cort del marches e sabion ben violar. |
alla corte del marchese e sapevano ben violinare (suonare). |
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03 |
Et un journ violaven una stampida que piazia fort |
Ed un giorno suonavano una "stampida"che piaceva forte |
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04 |
al marches et als cavaliers et a las domnas |
al marchese, ai cavalieri ed alle donne. |
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05 |
Et en Rambaut non s'alegrava nien, |
Ed un Rambaldo non s'allegrava (per) niente, |
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06 |
si che l' marches s'en perceupet et dis |
si che il marchese se ne preoccupò e disse |
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07 |
"Seher Raimbaut, que es aisso que vos non chantaz, |
"Signor Rambaldo, quale è (la) ragione (per) cui voi non cantate |
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08 |
ni us alegratz, c'aussitz aissi bel son de viola |
ne' vi rallegrate, ch'udite qui bel suono di viola |
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09 |
e veitz aqui tan bela domna com es mia seror |
e vedete qui tanta bella donna come è mia sorella |
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10 |
que vos a retengut per servidor |
che vi ha ritenuto per servitore |
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11 |
et es la plus valen domna del mon ?" |
ed è la più valente donna del mondo?" |
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12 |
Et en Rambaut respondi che non faria nien. |
E (un) Rambaldo rispose che non farebbe nulla. |
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13 |
El marches dis a sa seror: "A ma domna Beatriz, |
Il marchese disse a sua sorella: "Ah madonna Beatrice, |
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14 |
per amor de mi e de totas aquestas gens, |
per amore di me e di tutta questa gente, |
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15 |
vol que vos dehaz preiar Raimbaut qu'el, |
vogliate degnarvi di pregare Rambaldo ch'egli, |
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16 |
por lo vostre amor e per la vostra gracia, |
per il vostro amore e per la vostra grazia, |
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17 |
se deges alegrar e chantar e star alegre." |
si degni rallegrarsi e cantare e stare allegro." |
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18 |
E ma domna Beatriz fu tant corteza |
E madonna Beatrice fu tanto cortese |
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19 |
qu'ela lo preget qu'el se deges per lo so amor |
ch'ella lo pregò ch'egli si degnasse per il suo amore |
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20 |
ralhegrar e qu'el fesez de nou una chanson. |
di rallegrarsi e ch'egli facesse dal nuovo una canzone. |
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21 |
Donc Rambaut fetz la stampida e dis aissi. |
Dunque Rambaldo fece la stampida e disse di sì (cosi'). |
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- DOCUMENTI E CRITICA - Trombadori - RAZO di Calenda Maja - Erasmo Brio |
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Viene in questa "Razo" narrata la ragione per cui il trombadore Rambaldo Vaqueras, che si trovava ospite del marchese Bonifazio I di Monferrato, fece la famosissima stampida "Calenda maja", calenda di maggio, riprodotta in talmente tante copie che alcune sono fortunosamente pervenute integre sino a noi. Il Vaqueras si era innamorato della sorella del marchese, vedendola duellare a spada in un "Torneo di Dame", infatti nella stampida che segue, la chiama "Bel Cavaliere", quindi pensa bene di minacciare il suo ospite "Ma bella mia (ma bella mia) per diau non sia (per diavolo non sia) che gia l'gelous (che gia il geloso) del mon dan ria (del mio danno rida) che car vendria (che cara venderebbe) sa gelusia (la sua gelosia) se aital dos (se come tali noi due) amants partria (amanti separasse). Ovviamente il geloso e' il marchese. Risultato? Ottiene la nobilitazione a Cavaliere, poi pure un feudo. Altri tempi. Inutile dire che la musica di calenda maja e' bellissima. Questa "ragione" ci fornisce una importante testimonianza esemplare sull'origine comune delle lingue sud e centro europee tutte. Come appare evidente, anche ad un neofita, tutte le lingue neolatine spagnolo, portoghese, francese, italiano, le varie lingue locali ed i dialetti, tutte sono rappresentate, e non ci vuole molto a comprendere questa lingua madre, e per "farsi l'orecchio", ovvero comprendere il parlato. Un discorso a parte meritano, anche per il loro importante contenuto, i "Sermoni Subalpini", puro occeltico locale piemontese, di cui abbiamo ampiamente parlato nell'Approfondimento omonimo.
Codice musicale in pelle pergamena di genere volgare |
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