- DOCUMENTI E CRITICA - Trombadori - La MUSICA  - Erasmo Brio    

LA MUSICA trombadorica

L'essenza della mia ispirazione pittorica e' ed e' stata la musica in massima parte la musica trombadorica. Tutta la storia e la lingua sin qui trattata mi e' stata sorella, ma la musica mi ha consentito di varcare la soglia del tempo, di precipitare nel baratro millenario ed assaporare il gusto del medioevo trombadorico.

Non e' come ci si aspetta: non e' il medioevo dell'immaginario collettivo. La musica trombadorica ispira una liberta' naturale, un respiro a tutto tondo oggi impossibile. Di norma allegra e molto ritmica, puo' essere al contrario assai melodica, ipnotica ed estremamente sensuale. Talmente varia da essere spesso inclassificabile, pura ricerca musicale come la stampida "Totz tremoros" (tutto timoroso) del Palazzolo, virtuosismo poetico musicale mai banale. Accostando un pezzo di Adam de la Halle, od altro bravissimo trovatore con un pezzo trombadorico, ad esempio "Tant m'abelisc" (tanto mi abbelina) del Padre Cardinale, il confronto non regge: troppo calda ed emotivamente coinvolgente la sensuale musica trombadorica, rispetto la bella, bellissima, ma molto piu "leggera" musica trovadorica.

Da ricordare il "lamento e rotta" di Riccardo I detto cuor di leone, veramente notevole e di effetto, specie la sempre difficoltosa rotta o fuga, dove le stesse note del lamento, suonate in sapiente rapida successione, diventano monito terribile della sua ira e proposito di vendetta (era prigioniero da ben due anni).

Poi la curiosa canzone del suo trisavolo Guglielmo d'Aquitania, che nella seconda meta' del 1000 subisce, a suo dire "violenza" da parte di due donne che lo vedono "stravacato nudo al sole" mentre si recava "solo e tapino (a piedi) in pellegrinaggio a S. Leonardo (Compostela)", e lo invitano a pranzo " la una m' dis en son lati' (una mi disse in suo latino)" quindi "Quand auguem begut e manjat (quando avemmo bevuto e mangiato) m' despollei per lor grat (mi spogliai per gradimento) detras m'aporteron lo gat mal e fellon (di mezzo misero il gatto"malvagio e fellone) La una l' tira del costat provoca el calor (una gli tira del costato provocando il calore)" quindi il povero Guglielmo dice di perdere ogni onore ed ardimento, e capitola " Tant las fotei com ausiretz (tanto le fottei come desideravano) que a pauc no i rompei mos corretz e mos arnes (che per poco non ruppi loro gran parte del corredo e degli arnesi) farai un vers pos mi sonei (ne faro' un verso per il mio sonetto).

Importantissimo reperto che testimonia di una realta' di ben mille anni fa, del tutto contraria a quanto ci si potrebbe aspettare, visti i tempi. Ma non erano "bui"?

Un principe che viaggia tranquillamente senza scorta, due ragazze, contadine, entrambe sposate (ad un certo Bernardo e Guari), che gli offrono un lauto pranzo con cappone, finale a luci rosse ecc. ecc.

Elenco di alcune opere trombadoriche, autore, ed il loro codice - reperto

  • De la gensor, Palazzolo, Manuscrit Rousillon
  • Danza Paleologa, anonimo, London British Library
  • Tuit enamurat, anonimo, Montpellier H196 Mo219
  • Lan quand , Jaufre Rudel, Paris B.N. R22543 R 844
  • Polorum Regina, anonimo, L. Vermell Monserrat
  • Per dan che d'amor, Peirol, Canz. Ambrosiano, Milano
  • Calenda Maia, Vaqueras, Paris B.N. fr. 22543

Purtroppo, come si vede, anche la piemontese "Calenda Maia" non si trova in Italia.

esempio di musica medioevale: Antifonario

Una menzione a parte debbo fare per "Lan quand" di Rudel: un cavaliere si innamora ricambiato della regina di Cipro. Deve difendere l'isola dai mori e viene ferito a morte. Muore in braccio alla sua amata, che si dispera di non poterlo salvare. La musica, modernissima e' bellissima e suggestiva, a volte lamento, a volte ribellione a volte dolcissima ed ipnotica. Il lamento finale sfuma in una struggente marcia funebre, dove l'amata comprende che non deve piu' soffrire, dal momento che il suo amato "da cosa visibile e corruttibile e' traslato nella stessa cosa, ma invisibile ed incorruttibile, questo e' meraviglia".

Notevole poi e' la musica femminile delle trombatriz, che, guarda caso si chiamavano spesso Beatriz (Beatrice). Cito ad esempio "Plang" di Beatriz de Die, "L'on dit c'amur" di una Beatrice non meglio identificata, "San'c Fuy" di Donna Cadenet, ed infine una musica orgiastica: "ara lausatz" di una monaca anonima di cui cito alcuni versi tradotti dal relativo un messale occelto del 1100: Bisogna godere (lussureggiare), godiamo godiamo - lo ha comandato l’abate.- Bella, se sei monaca di questo convento - puoi approfittare di tutti i monaci - di cui vuoi prenderete libagione - Ma dovrai o bella tutto il giorno rimanere riversa, come dice l’abate. Con relativa musica, scatenata, ovviamente. Anche questo era medioevo occeltico.

Parimenti notevoli sono poi le musiche femminili galizie (trobadoriche) cito il Codice Martin (Martin Codax) e canzoni come "Onde del mar di Vigo" , "Mia sorella in estro d'amore" , "O Dio, fa che torni presto", "Mandami un messaggero"

Che dire delle musiche sacre trombadoriche come "Polorum Regina", una sensualissima AveMaria ritmata e coinvolgente, e "los set goytx", altra Ave Maria, ritmica ed ipnotica. Al contrario quasi sempre molto tristi le musiche dei crociati, come "Gerusalem mirabilis",

Non posso non ricordare infine Alfonso X, e le sue Cantigas, galizie e bellissime, come le varie Ave Marie e l'inno agli ultimi trobadores oramai "in estinzione".

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